Al Museo di Santa Giulia, a Brescia, fino al 20 marzo potete assistere ad un evento grandioso: 112 opere di Monet e di altri illustri esponenti dell’impressionismo e del pre-impressionismo.
LA MOSTRA
La mostra curata da Marco Goldin si divide in otto sezioni, disposte secondo lo schema evolutivo del fenomeno artistico che getta le basi per lo sviluppo degli stili e dei contenuti dell?arte moderna. All?inizio della mostra vengono esposte le tele dei precursori dell?Impressionismo: Corot e Daubigny (i primi a sostenere la completezza delle opere dipinte dal vero, en plain air).
Nelle sale successive possiamo ammirare le industrie che popolano le campagne di Pissarro, le distese di fiori dai colori quasi irreali di Renoir, i riflessi accennati delle barche che solcano i fiumi di Sisley, le campagne assolate di Caillebotte.
LE TELE DI MONET
Ci? che colpisce di pi? ? la vasta esposizione delle tele di Monet, a partire dal suo periodo giovanile trascorso a le Havre e Parigi, caratterizzato dalla realizzazione di opere che mirano allo studio approfondito dei riflessi della luce sull?acqua. Studio che verr? sviluppato con le opere di Argenteuil (localit? molto amata dagli impressionisti) per continuare con le tele dedicate alla ossessione della vecchiaia, il suo giardino di Giverny, e per finire con le opere delle famose ninfee (preludio all?astrattismo), dove il paesaggio acquatico e quello del cielo vengono a unirsi e sovrapporsi.
L?ACQUA DEGLI IMPRESSIONISTI
L?acqua ? sempre al centro delle opere impressioniste. Gli autori ritenevano che nessun altro elemento naturale poteva permettere uno studio pi? approfondito dei riflessi della luce. Si vengono cos? a creare opere che hanno per protagonisti ponti, barche, fiori.
Monet era totalmente ossessionato dalla rappresentazione dell?acqua. Modific? pi? volte i suoi quadri perch? poco soddisfatto della resa della sua rappresentazione. Voleva che sembrasse ?del tutto liquido?. Per catturare ogni minimo particolare Monet si costru? un atelier galleggiante, fornito di tele e colori, per le sue passeggiate in compagnia della moglie e del figlio.
CLAUDE MONET
Claude Monet nasce a Parigi nel 1840, presto si trasferisce con la famiglia a Le Havre. Decisamente non era uno studente modello, si divertira a girovagare e a realizzare caricature. A diciannove anni si trasferisce a Parigi dove incontra Courbet e Delacroix. Dopo aver prestato servizio militare incontra la pluri-dipinta Camille. I due si sposano e due anni dopo nasce il figlio Jean. La sua produzione ? vasta ma i suoi quadri vengono costantemente respinti dal Salon. Comincia a viaggiare in compagnia di Renoir e quando nel 1870 scoppia la guerra franco-prussiana, da valoroso combattente, fugge dalla patria e si rifugia a Londra. Torner? in Francia (al termine della guerra) per continuare la sua fase artistica produttiva, trasferendosi ad Argenteuil. Durante la seconda esposizione impressionista Monet si innamora della moglie di un collezionista, Alice. Tre anni pi? tardi morir? la moglie Camille. Tredici anni dopo sposa l?ormai vedova e sempre amata Alice. Continua la sua produzione artistica fino a quando, nell?estate del 1900 perde temporaneamente la vista a un occhio. Progressivamente la vista peggiora. Tra il 1909 e il 1911 subisce due disgrazie: la morte di Alice e del figlio Jean. Passa gli ultimi anni a dipingere sul suo nuovo atelier a Giverny. Muore nel 1926 per un tumore.
CURIOSITA?
La mostra espone un modellino del giardino di Giverny di Monet, da lui definito ?paesaggio d?acqua?, un piccolo stagno pieno di ninfee (foto) attraversato da un ponticello giapponese. Unica fonte di ispirazione per la sua vecchiaia, Monet trascorrer? qui gli ultimi anni della sua vita.
A circa met? del percorso della mostra si pu? ammirare la riproduzione fedele del Bateau-Atelier che si era costruito Manet. Le dimensioni, i materiali e i colori sono identici all?originale (7 metri di lunghezza per 1.70 di larghezza).
Nel 1886 dopo aver trascorso gli ultimi anni tra discussioni e litigi gli artisti si ritrovano insieme per allestire l?ultima delle esposizioni. Molte sono per? le assenze. Primo fra tutti Degas che come sempre esige di dettar legge. Non da meno Pissarro che vuole assolutamente ammettere Seurat e Signac (con loro aveva gettato le basi della corrente del Pointillisme) ma gli altri membri dell?esposizione sono molto riluttanti e la loro partecipazione, insieme a quella di Gauguin, porta Monet, Sisley e Renoir a ritirarsi. Pur essendo grandi innovatori non accettavano le altre grandi innovazioni.
Il nome ?Impressionismo? deve la sua origine al commento critico della tela di Monet ?Impression, soleil levant? del 1872 da parte Del critico Louis Leroy apparso sulla rivista ?Charivari?. Leroy non intendeva di certo elogiare la nuova pittura: ?impressione ne ero sicuro, e poi mi dicevo, visto che sono impressionato ci deve essere dell?impressione?la tappezzeria allo stato embrionale ? ancor pi? finita di quella marina?. Troppo legato agli stili accademici (come la maggior parte della Francia del tempo), non immaginava neanche l?evoluzione e la fortuna che avrebbero avuto gli Impressionisti.
MONET, LA SENNA, LE NINFEE
La mostra ?Monet, la Senna, le Ninfee. Il grande fiume e il nuovo secolo? rimane in esposizione al Museo di Santa Giulia a Brescia (Via Musei 81/b) fino al 20 marzo 2005 (dal luned? al gioved? ore 9 ? 19 venerd?, sabato, domenica ore 9 ? 21). Per ulteriori informazioni consultate il sito internet www.lineadombra.it.
A nulla vale un?ottima mostra senza un?ottima compagnia. Grazie ad Anna, Marco, Matia, Giovanni.